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Nel Q1 2026, il commercial real estate italiano registra volumi di investimento in linea con quelli del 2025.

 

 


  • Con circa €2,7 miliardi transati, il Q1 2026 conferma la tenuta del mercato CRE italiano, consolidando il livello di investimenti registrato negli ultimi 36 mesi
  • Le prime 3 asset class, retail, hospitality e industrial & logistics, raccolgono complessivamente il 62% dei volumi totali: il retail si conferma alla guida del mercato con il 25% di share, mentre il resto dei volumi resta equamente distribuito tra gli altri settori
  • Gli uffici mantengono la quarta posizione, trainati dal mercato romano e da transazioni corporate
  • Il consolidamento del trend conferma la centralità del mercato immobiliare italiano nelle strategie degli investitori, soprattutto internazionali
  • L'economia italiana, dopo un 2025 positivo, è prevista in rallentamento nel 2026. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran influenza i prezzi dei prodotti energetici e le catene di approvvigionamento, con ripercussioni su inflazione, consumi e crescita

 

Nel 1° trimestre 2026 sono stati investiti nel mercato immobiliare commerciale italiano circa 2,7 miliardi di euro: un valore superiore alla media degli ultimi 10 anni e che rimane pressoché stabile rispetto allo stesso periodo del 2025. La prima parte del 2026, come era stato anche nel 2025, si è chiusa con un numero record di transazioni in un mercato che continua ad essere caratterizzato dalla prevalenza di deal con un valore inferiore ai €50 mln (67% del volume totale); le 10 transazioni più importanti per valore del periodo rappresentano circa il 49% dei volumi. Rimane forte l’interesse per l’attività di sviluppo e rigenerazione, che interessa ben il 20% dei volumi del periodo. Milano si conferma la piazza principale con circa il 30% dei volumi totali, ma grazie a uffici, retail e hospitality, Roma guadagna quote di mercato (13%).

La moneta internazionale continua ad essere prevalente, rappresentando circa il 70% dei volumi totali. Le prospettive per i prossimi mesi rimangono cautamente ottimiste: dopo un 2025 di espansione, i volumi di investimento sono attesi in consolidamento. Nonostante la crescente incertezza che caratterizza il quadro macro-economico e geopolitico internazionale, il volume dei deal in pipeline e che si dovrebbe chiudere nei prossimi mesi è consistente. In alcuni settori, come nel retail e nell’hospitality, gli investitori core saranno più attivi, ma i value-add continueranno ad essere i veri protagonisti del mercato. Per quanto riguarda la politica monetaria, i mercati si attendono una inversione da parte della BCE già nel secondo trimestre dell’anno. 

Il retail si conferma alla guida del mercato, seguito da hospitality e logistica. Nel mercato retail primeggia il segmento degli outlet, grazie a due deal che hanno riguardato 3 asset, seguito dai retail park e centri commerciali; il segmento high street raccoglie il 18% dei volumi grazie al crescente interesse per Milano e Roma ma anche per Torino e Napoli. Nel settore dell’hospitality si allargano gli orizzonti: variegate le geografie e le tipologie di asset nel mirino degli investitori, con consolidamento della crescita della domanda per asset prime nelle destinazioni più importanti come Como, Milano, Roma e Firenze. Dopo un 2025 con volumi di investimento in forte crescita, nel primo trimestre 2026 il settore I&L fa registrare una flessione attestandosi al terzo posto tra i settori; il quarter è caratterizzato da un take-up record (840.000 mq; +64% YoY) e canoni in crescita, sostenuti da una forte domanda. Le aspettative per questo settore rimangono positive grazie ad un mercato leasing dinamico e ai numerosi deal in pipeline. Il settore degli uffici continua ad essere caratterizzato da una crescente selettività sia lato leasing che investiment e questo influisce sia sui volumi di investimento che sugli spazi assorbiti. Crescono le transazioni owner-occupier e Roma risulta essere la piazza principale raccogliendo il 52% dei volumi registrati. A fronte di canoni prime in continua crescita, la vacancy di grado A è stabilmente sotto il 2% nei due CBD, mentre continua a diminuire la size media degli spazi affittati. Il comparto del living raccoglie circa €400 mln nel trimestre, risultando il settore con la maggior crescita tendenziale, grazie soprattutto al segmento dell’healthcare e a sviluppi BTS che riguardano principalmente la città di Milano.

 

Marco Montosi, Head of Investment, afferma: “Nel Q1 2026 il real estate italiano conferma la propria resilienza, con volumi di investimento stabili e una forte presenza di capitali esteri. Cresce inoltre l’attenzione verso strategie value‑add, sostenuta da fondamentali solidi e da una domanda attiva su un numero crescente di asset class.”

 

Elena Zanlorenzi, Head of Research & Marketing di Savills per l’Italia, dichiara: “In uno scenario caratterizzato da una incertezza crescente, nel 2025 l'economia italiana ha registrato buoni risultati, sostenuta da investimenti e costruzioni. Oggi i consumi rimangono deboli e frenati da un potere d’acquisto fermo da vent’anni. L’incertezza mina la fiducia di imprese e famiglie nonostante un mercato del lavoro positivo. Per il corso dell’anno, ci aspettiamo un consolidamento dell’attività di investimento nel mercato immobiliare italiano. I deal in pipeline e la buona tenuta ai precedenti shock degli ultimi anni confermano i buoni fondamentali e il crescente interesse degli investitori istituzionali. I trend di lungo periodo della domanda guideranno le strategie degli investitori alla ricerca di opportunità granulari e selettive in specifici segmenti di mercato e location.”